—– PER I PAZIENTI
Esofagite Eosinofila: impariamo a conoscerla
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Che cos’è?
L’esofagite eosinofila (EoE) è una patologia cronica, immuno- o allergene-mediata, caratterizzata da sintomi di disfunzione esofagea (prevalentemente disfagia e sensazione di arresto del bolo) e da un infiltrato infiammatorio eosinofilo a livello esofageo, in assenza di altre cause di eosinofilia.
Quanto è frequente?
Riconosciuta come malattia distinta all’inizio degli anni ’90, l’esofagite eosinofila ha un’incidenza in costante aumento. Un tempo considerata molto rara, oggi viene diagnosticata sempre più spesso: nei Paesi occidentali si stima una prevalenza intorno a 1 caso ogni 1.000 abitanti, con numeri in continua crescita.
Chi può esserne affetto?
L’EoE è più frequente negli adulti rispetto ai bambini, ma può colpire qualsiasi fascia d’età. Si osserva maggiormente nei maschi rispetto alle femmine (3:1).
Qual’è la causa?
La causa dell’EoE non è ancora del tutto chiara. Si pensa che ci sia un’interazione fra il sistema immunitario della persona e fattori ambientali. Gli studi sui gemelli hanno mostrato come la malattia abbia un substrato genetico.
Quello che accade a livello esofageo è che sostanze contenute negli alimenti (meno frequentemente inalanti) vengono in contatto con cellule del sistema immunitario, che si attivano in modo non fisiologico determinando infiammazione con richiamo degli eosinofili nella mucosa. L’infiammazione provoca un rimodellamento della mucosa che può determinare fibrosi.
Quali sono i sintomi?
La malattia si può presentare in modo diverso nel bambino e nell’adulto, con quadri intermedi durante l’adolescenza.
Nei bambini, che non riescono a descrivere la disfagia, vanno indagati sintomi come irritabilità, rifiuto di alimentarsi, episodi ripetuti di vomito, dolore addominale di lunga data e ritardo della crescita.
Nell’adulto il sintomo tipico è la disfagia intermittente, cioè la difficoltà a deglutire e a far transitare il cibo nelle prime vie digestive. L’altro sintomo tipico è l’arresto del bolo alimentare, ovvero il “blocco del cibo” dietro lo sterno, che porta spesso a manovre compensatorie come bere acqua, indursi il vomito o mangiare solo cibi spezzettati.
Quando sospettare l’esofagite eosinofila
La diagnosi arriva spesso con anni di ritardo. Vale la pena parlarne con il proprio medico se si riconoscono uno o più di questi segnali:
- difficoltà persistente o intermittente a inghiottire i cibi solidi;
- sensazione che il cibo si fermi o si blocchi dietro lo sterno;
- episodi di arresto del bolo, a volte risolti solo in pronto soccorso;
- abitudini messe in atto per riuscire a mangiare: bere molto durante i pasti, masticare a lungo, tagliare il cibo in pezzi piccoli, evitare carne e pane;
- nei bambini: rifiuto del cibo, vomito ricorrente, dolore addominale o scarsa crescita.
Questi disturbi si associano spesso ad allergie o ad altre malattie atopiche, come asma, dermatite e rinite. Riconoscerli per tempo aiuta a ridurre il ritardo nella diagnosi.
Come si fa la diagnosi?
Per la diagnosi è necessaria un’esofagogastroduodenoscopia con prelievo di campioni bioptici. L’esame istologico mostra un infiltrato di almeno 15 eosinofili per campo ad alto ingrandimento (15 eos/hpf) in campioni di mucosa prelevati a livello esofageo prossimale e distale.
L’endoscopia può mostrare segni suggestivi di EoE: anelli concentrici (trachealizzazione esofagea), papule biancastre e strie longitudinali (classificazione EREFS). In una parte dei casi questi segni non sono presenti: per questo le biopsie vanno sempre eseguite quando si sospetta la malattia.
Come si cura?
La natura cronica della malattia richiede una terapia di lunga durata, con l’obiettivo di risolvere i sintomi e l’infiammazione esofagea.
La prima linea di trattamento è costituita dagli inibitori di pompa protonica a doppia dose per circa otto settimane, con successiva rivalutazione endoscopica e istologica. In caso di mancata risposta si ricorre agli steroidi topici (fluticasone o budesonide) oppure a una dieta di eliminazione. Lo sviluppo di complicanze come le stenosi esofagee può richiedere la dilatazione endoscopica.
Video esplicativi
Sul nostro profilo Instagram pubblichiamo brevi video divulgativi che spiegano cos’è l’esofagite eosinofila, come si riconosce e come si cura.
Domande frequenti
Le risposte alle domande più comuni, sia sulla malattia sia sull’accesso al Centro, sono raccolte nella pagina Domande frequenti (FAQ).
Partecipare alla ricerca
Il Centro conduce sperimentazioni cliniche sull’esofagite eosinofila. Se ti interessa sapere se esiste uno studio adatto al tuo caso, vedi la pagina Trial clinici.
Questi contenuti hanno finalità informative e non sostituiscono il parere del medico. Per una valutazione personalizzata, contatta il Centro.
